lunedì 16 giugno 2014

SAPONE

… Accanto al bagno un grosso pezzo di sapone rosa, uno spazzolone, un fazzoletto annodato contenente della crusca che bagnata avrebbe emesso un latte odoroso, una enorme spugna …

(da "il gattopardo", capitolo secondo)

… Rimaneva seduto su uno sgabello col vello biondo del petto imperlato di goccioline. Rivoletti d'acqua serpeggiavano sui mattoni, la stanza era carica di odor latteo di crusca, di odor di mandorla del sapone
(da "il gattopardo", capitolo secondo)

… don Calogero approfittasse subito di quanto aveva appreso; egli seppe da allora in poi radersi un po' meglio e spaventarsi meno della quantità di sapone adoperato nel bucato, e null'altro; ma fu da quel momento che si iniziò, per lui ed i suoi, quel costante raffinarsi di una classe che nel corso di tre generazioni trasforma innocenti cafoni in gentiluomini indifesi …
(da "il gattopardo", capitolo quarto)


Don Fabrizio torna a Donnafugata e si appresta ad un bagno ristoratore predisposto dalla servitù (da notare che potersi permettere un ambiente con vasca da bagno era una possibilità per  pochi);  il Principe  consiglia un buon bagno al gesuita Padre Pirrone giustificandolo come una tecnica igienica importante (gongolandosi dal fatto di poter dare un ammonimento igienico a chi gliene impartiva a profusine ma di natura morale); la terza citazione riguarda i nuovi ricchi ma di bassa estrazione sociale, che apprendono l’importanza igienica dell’uso del sapone.

(Sapone artigianale)

La prima testimonianza dell'esistenza del sapone risale al 2800 a.c. e proviene da scavi nell’area dell'antica Babilonia. In quella zona fu ritrovato un materiale simile al sapone conservato in cilindri d'argilla con incise le ricette per la preparazione.


(tavoletta Sumera datata 2200 a.C. descrive un ‘sapone' composto di acqua, alcali e olio di cassia)


Nell’antichità il problema dell’igiene personale, praticato attraverso l’utilizzo del sapone o prodotti simili, venne lungamente trascurato e questo soprattutto a causa dell’elevata causticità della soda: utilizzata con eccessiva generosità, procurava fastidiose irritazioni/lesioni; ulteriore inconveniente era costituito dall’intenso cattivo odore derivante dall’utilizzo di grasso animale (solitamente ovini). Le prime tecniche di pulizia furono sviluppate per ripulire tessuti ed indumenti.


(Sapone: esempio di struttura)

Il sapone è generalmente un sale di sodio o di potassio di un acido carbossilico alifatico a lunga catena; viene prodotto e usato per sciogliere le sostanze grasse nelle attività di pulizia. Si prepara per mezzo di un processo denominato saponificazione, ovvero per idrolisi alcalina, di grassi di origine animale o vegetale che porta alla formazione del sale carbossilico (il sapone) e un alcol (generalmente glicerina).

           

(in alto a sinistra oli e grassi vegetali utilizzati per produrre il sapone; in alto a destra e in basso esempi di sapone artigianale)


L’acqua è una sostanza caratterizzata da una carica parzialmente positiva e una parzialmente negativa (dipolo elettrico, similmente ad un magnete), mentre le sostanze organiche (oli e grassi) non possiedono carica elettrica ed è per tale motivo che non possono interagire tra di loro (sarebbe come tentare di attirare con una calamita materiali non ferrosi quali: legno, plastica, rame)l sapone non è che il risultato di una semplice reazione chimica che trasforma l’olio (un estere) in sale (il sapone appunto) mediante una base (la soda NaOH). Tale molecola può interagire sia con le sostanze organiche tramite la coda idrofoba (liposolubile), che con l’acqua tramite la testa idrofila (idrosolubile). E così che il sapone accerchiando le molecole di olio con la parte della coda liposolubile e mantenendo la testa idrosolubile verso l’acqua, riesce a “sciogliere” le sostanze organiche trascinandole nel flusso idrico.

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